IN MUSICA DALL’ETÀ DI NOVE ANNI: IL MAESTRO DI TROMBA GIOVANNI TORRISI HA SUONATO SUL PALCO DELL’ARENA DI VERONA CON IL VOLO: «ESPERIENZA INDESCRIVIBILE»
«Il mio percorso musicale è iniziato all’età di nove anni presso l’Associazione Musicale Maestro Bruno Castronuovo di Ramacca. Da lì è nata una passione che, con il tempo, è diventata una vera e propria scelta di vita. Ho proseguito successivamente gli studi privatamente, fino ad accedere al Conservatorio all’età di tredici anni».
Il percorso del giovane maestro di musica Giovanni Torrisi, 25 anni, costituisce un modello esemplare di eccellenza per l’impegno profuso nel seguire e vivere le proprie passioni. Ramacchese, nello specifico maestro di tromba, Torrisi è oggi un insegnante e un musicista impegnato anche in contesti di alto livello. L’ultima esperienza, difatti, lo ha visto sul palco dell’Arena di Verona nell’orchestra del Volo.
Quali sono stati i momenti fondamentali della tua formazione?
«Ho conseguito due Diplomi Accademici di Secondo Livello, uno in Tromba e uno in Musica da Camera, entrambi con il massimo dei voti e la lode. Ho avuto inoltre la grande fortuna di poter studiare e confrontarmi con alcuni tra i più importanti trombettisti provenienti da diverse parti del mondo, musicisti che ricoprono ruoli di prestigio nelle più importanti orchestre internazionali. Sono state esperienze fondamentali, che hanno arricchito non solo la mia preparazione musicale ma anche il mio modo di vivere e concepire la musica. Sento di dover rivolgere un ringraziamento speciale al mio maestro Gioacchino Giuliano, che per me è stato molto più di un insegnante di musica: un vero e proprio maestro di vita. I suoi insegnamenti, dentro e fuori dell’ambito musicale, hanno avuto un ruolo essenziale nella persona e nel musicista che sono diventato».

Qual è il tuo rapporto con lo strumento musicale in cui sei specializzato? «La tromba per me è tutto. Fa parte della mia quotidianità. Ho iniziato a suonarla quando avevo appena nove anni e, da allora, è diventata una presenza costante nel mio percorso, sia umano che professionale.
«Prima ancora di essere un lavoro, la musica e la tromba sono una grande passione. Credo che questa sia la cosa più importante: poter trasformare ciò che si ama in un lavoro è una fortuna che non considero mai scontata. Mi sento davvero privilegiato perché ogni giorno ho la possibilità di vivere di ciò che amo e di continuare a coltivare quella stessa passione che è nata quando ero bambino».


Poche settimane fa hai vissuto un’esperienza professionale di alto livello.
«Sì. Il 19 settembre ho avuto la fortuna e la grande opportunità di suonare con l’orchestra che ha accompagnato il Volo per il BYD Music Awards, nella splendida cornice dell’Arena di Verona. È stata un’esperienza che porterò sicuramente con me per tutta la vita. Suonare in un luogo così importante e ricco di storia, davanti a migliaia di persone e all’interno di uno degli eventi più prestigiosi della musica italiana, è stata un’emozione difficile da descrivere a parole. Trovarmi su quel palco è stato un momento particolarmente significativo, e soprattutto per la grande occasione di confronto e di crescita professionale. Ho avuto la possibilità di condividere il palco e di lavorare a stretto contatto con tantissimi musicisti molto preparati. Oltre ai tre famosi tenori che rappresentano l’Italia nel mondo, poi, erano anche presenti i più importanti artisti della scena musicale italiana come Sal Da Vinci, Geolier, Elisa, Emma, Giorgia, i Pooh, e tanti altri. Un’esperienza del genere ti ricorda quanto sia importante continuare a studiare, a mettersi in gioco e a confrontarsi. Dietro pochi minuti di esibizione c’è un lavoro enorme, fatto soprattutto di collaborazione tra tantissimi professionisti. E devo dire che è stata un’emozione davvero indescrivibile».

Dieci giorni fa, il 18 ottobre, Giovanni Torrisi ha ricevuto anche il prestigioso attestato di Alfiere della Memoria di Ramacca da parte del Circolo degli Operai e Artigiani del paese. Il riconoscimento, ideato e consegnato dal presidente del Circolo, Salvatore Nicolosi, è stato conferito a Torrisi per il dono alla comunità della sua tesi di laurea dal titolo “Voci di devozione: i lamenti ramacchesi tra memoria e tradizione”, un viaggio per raccontare con specificità accademica uno degli aspetti più sentiti idelle manifestazioni paesane.

